Pubblicato in: In classe

Il ripudio della tristezza

Ci si inganna. L’inganno più doloroso è quello che facciamo a noi stessi quando vogliamo apparire allegri e positivi quando non lo siamo raccontandoci e raccontando mille bugie. Stare bene è un obbligo, ce lo dobbiamo ed essere tristi una “vergogna” da nascondere. La tristezza è dei deboli ed essere deboli, oggi, è talmente out che, addirittura, consigliano di evitarli accuratamente i “tristi”. Allegri e positivi: parole d’ordine. Non sento autenticità, quasi mai, nell’ ostentazione dell’allegria. E la tristezza… s’ha da nascondere perché è pallosa.

Ho imparato che dire sempre “tuttoapposto” funziona solo con chi ci conosce poco o non è interessato a noi.

Ho imparato che mi piacciono le persone che brancolano un po’, a volte tanto, e non esitano ad ammetterlo. Perché brancolare è da tutti, prima o poi. Come piangere. Non è da perdenti. È da vivi.

Autore:

Non ho particolari talenti. Sono solo appassionatamente curioso. Albert Einstein

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