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Di Invalsi, crisi e Einstein

Rientrata da un consiglio di interclasse mi soffermo a fare alcune considerazioni. Scriverle è un po’ chiarirle a chi legge ma soprattutto a me stessa.
-Invalsi: in un sistema scolastico in cui non ci sono risorse per niente, e sottolineo niente, neppure la sostituzione di una fotocopiatrice, si spendono milioni di euro per “partorire” prove quantomeno inutili.Qual è la ragione d’essere del sistema scolastico? Molto tempo fa era il soggetto in fase evolutiva.Negli ultimi anni di tutto si parla, di tutto ci si occupa tranne che dei bambini (tralascio, per ora, la questione “bes”).I meno scettici sostengono che si dovrà pure trovare un modo di valutare un sistema.Anche questo è vero. Ma ogni sistema di valutazione tiene conto di variabili che esulano il mondo scolastico: vogliamo valutare con il solito metro tutti i bambini? Mi fa venire in mente una vignetta in cui si invita un elefante ad arrampicarsi su un albero. Non sarebbe più equo un esamino, colloquio….o come diavolo si voglia chiamare, in cui persone qualificate possano valutare bambini, magari dopo aver ascoltato una presentazione del bambino stesso da parte delle insegnanti che lo hanno seguito lungo i cinque anni della scuola primaria? Troppo semplicistico,forse..ma quanti soldi( sì, perchè in fondo si va sempre lì a parare…)si risparmierebbero? E con l’ avanzo, non si potrebbero finanziare progetti con ricadute più immediate sui bambini? Investire sulla tecnologia e l’innovazione didattica?….Magari si potrebbero mettere in sicurezza anche gli edifici scolastici, chissà! E invece no. Anche per la sicurezza si spendono soldi(sempre loro!) per organizzare corsi(!!!) prescindendo dal fatto che praticamente non esistono edifici “a norma di legge”.
-Scelte forti: urgono riflessioni serie e scelte che, secondo me fra breve, dovranno, per forza di cose, essere forti.
A iniziare dalle proprie piccole realtà: perchè non scegliere di destinare tutti i fondi d’istituto (o per lo meno la maggiorparte) a migliorare le nostre scuole? Perchè non farlo, ora, in momenti come questi? Manca la volontà? Il coraggio? Eppure sarebbe una gran lezione per i “signori” delle Invalsi! O no? Sono solo un po’ visionaria…lo so. Ma sognare è vivere. Da qualche parte bisognerebbe proprio iniziare a cambiare le cose. Forse saremo noi insegnanti a farlo. Chissà? Lo diceva anche Einstein!

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.” (Albert Einstein)