#nascita

ūüíę‚ú®Il silenzio dell‚Äôattesa. La forza della nascita e il fragore che l‚Äôaccompagna. Le ho provate, le ho sentite esplodere ‚Äúdentro‚ÄĚ. Ho vissuto fino in fondo anche l‚Äôaltra faccia della vita, quella meno bella, quella che fa paura.

La Vita che fluisce √® il Dono. A noi il racconto, la magia. ūüíę‚ú®

2016: il cuore sulla pelle

Eccolo, il mio anno che sta finendo. Allontano tutto ci√≤ che √® poco. Il poco amore, la poca attenzione, la poca protezione. E soprattutto la poca luce. “Perch√© poca cosa nessuno merita.”

Ho imparato a voler bene a persone “nuove” e ho smesso di amarne altre che credevo insostituibili.

Ho fatto i conti con persone che si sono rivelate pi√Ļ piccole di ci√≤ che erano ed ho compreso che bisogna donare amore principalmente perch√© se ne sente il bisogno e non perch√© si desidera essere ricambiati.

Ho compreso anche che soltanto sulla reciprocit√† si fondano i rapporti pi√Ļ autentici.

Ho scoperto che ci sono legami difesi cos√¨ a lungo, che quando poi finiscono possono portarsi dietro persino le macerie del ricordo. E lasciarti addosso nient’altro che tracce impercettibili. Come se i bei ricordi svanissero con il crollo dei legami stessi.

Ho imparato che ci sono persone che si credono pi√Ļ di ci√≤ che sono e che l’alta considerazione di s√©, non permette loro di riconoscere i propri limiti, n√© di provare ad aggiustarli. Asini che si credono cavalli e non hanno neppure l’umilt√† di capire… mi impegno a non essere come loro.

Ho scoperto l’ipocrisia di alcuni e la superbia di altri.

Ho capito che nessuno cambia davvero se non ha una motivazione forte e che spesso l’amore, l’affetto e il rispetto non rappresentano affatto motivazioni valide. Esistono diverse accezioni del termine “amore”. E che non tutti sono capaci di provarlo nel senso pieno del termine e nelle diverse forme che pu√≤ assumere. Non sanno cosa si perdono.

Che ho sopravvalutato troppo le persone sottovalutando me stessa. Errore da non ripetere. Mai.

Ho imparato ad amarmi, ad apprezzarmi e a perdonare le mie debolezze. Ne abbiamo tutti. Le ho conosciute, capite e metabolizzate. Riparto da qui. Da loro. Perché anche le debolezze fanno parte di noi.

Ma ho conosciuto anche persone che mi hanno donato in maniera incondizionata e da loro ho imparato ad essere migliore. Tento di cogliere il meglio di ciò che sapranno e vorranno donarmi.

Eccolo, il mio anno che sta finendo.

Strabordante di ogni emozione possibile. Tanta rabbia “svaporata”. Tanti bocconi amari incassati con forza insospettabile.  Smatasso fili, dipano trame: ho conosciuto un’altra “me”. E mi √® piaciuta. Molto pi√Ļ dell’altra.

Perch√© ho capito che se la sensibilit√† pu√≤ far soffrire, le persone aride non hanno “vita”. Corro il rischio di soffrire come accetto di vivere e di rialzare la testa. Perch√© mi guardo allo specchio e mi piace ci√≤ che vedo “dentro”. Come prima e pi√Ļ di prima.

Solo una foto

Paolo e Lucia

I miei genitori. Questa immagine, aldil√† dell’affettuoso ricordo, “risveglia” il ricordo di un mondo finito. Fatto di buone maniere, semplici e, proprio per questo, raffinate. Persone comuni che ancora “onoravano” le occasioni speciali curando il loro abbigliamento (look, si direbbe oggi) con una misura e una classe di cui noi non siamo pi√Ļ capaci. I loro sguardi sereni, pieni di dolcezza infondono tranquillit√†. Non mi accorgo pi√Ļ di questi sguardi attorno a me. Solo una vecchia ¬†foto..

Mi piace ricordare¬†una bella¬†poesia di Danilo Dolci .C’√®

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Mi piace ricordare una bella poesia di Danilo Dolci .

C’√® chi¬† insegna

C’√® chi¬† insegna guidando gli altri come¬† cavalli

passo per  passo:

forse c’√® chi si sente¬† soddisfatto

così guidato.

C’√® chi¬† insegna lodando

quanto trova di buono e divertendo:

c’√® pure chi si sente¬† soddisfatto

essendo  incoraggiato.
Profondamente stimavo  un amico

quasi invidiando un altro, a  cui diceva

stupido, e non a  me.
C’√® pure chi educa, senza¬† nascondere

l’assurdo ch’√® nel mondo, aperto ad ogni

sviluppo ma  cercando

d’essere franco all’altro come¬† a s√©,

sognando gli altri come ora non  sono:

ciascuno cresce solo se  sognato.